| CENTAURI CASTIGLIONESI IN GIRO SULLE DOLOMITI “2” |
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| Scritto da Gabriele Pioli |
| Mercoledì 28 Settembre 2011 00:00 |
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5 settembre 2011, stesso posto, stessa gente, e... stesso meteo. Si, è così che i centauri Castiglionesi si sono ritrovati la mattina alla Piazzola per riconquistare, dopo un anno, le mete Dolomitiche. Sempre loro: Alessandro, Antonio, Gabriele, Gianluca, Massimo e capitan Nilo. Per fortuna quest'anno la pioggia li abbandona appena valicato il confine Toscano, ed una volta sciacquate le moto in un self, (soprattutto le cromature della Nilo-moto imbrattate di fango per colpa di scorciatoie non propriamente asfaltate...) il viaggio prosegue accompagnati dal suono, anzi rombo, per non dire frastuono, dei nuovi scarichi di Massimo verso le Alpi. Nonostante un'andatura tranquilla, Antonio doveva rodare la sua nuova “Strom”, arrivano a Brunico nel pomeriggio, prendono possesso delle stanze di Heidi, le stesse dell'anno scorso e rimane anche il tempo per un giro all'interno di Brunico. Sembra quasi un ritorno al passato anche se si tratta solo di un anno. Di buon'ora si svegliano il giorno seguente con in testa già l'itinerario da affrontare, lungo le valli del vipiteno. L'asfalto scorre sotto le ruote delle loro moto, le valli e le montagne, contornate da un cielo azzurro, scorrono insieme ad essi come all’unisono e dopo vari km ecco che si trovano davanti ad un imprevisto. Direzionati verso un fantomatico passo si ritrovano in una strada sempre più piccola fino a diventare una mulattiera...eppure i cartelli parlavano chiaro. Soprannominato “Passo Falso” i bikers si rigirano e puntano un passo vero: il Pennes. Qui recuperano la delusione rifocillandosi e scherzando sulla disavventura in un ristorantino tipico nella valle sottostante il passo. Il pomeriggio è dedicato ad un momento emozionante, soprattutto per Massimo. Si! Infatti nel lungo tragitto fanno tappa anche a Bolzano, più precisamente nel quartiere dove Massimo è cresciuto riportando in lui lontani ricordi. La vita è fatta anche, e soprattutto, di questo. La giornata volge al termine e i canederli del ristorante li aspettano, ma attenzione,...il rientro vuol dire:... attraversare la Val Gardena, il passo sella, la Val Badia...Mica posti a caso!. Terzo giorno...il più atteso. Si, il più atteso perchè il mitico passo dello stelvio li sta aspettando. Lo Stelvio è sinonimo di sfida, sia per i motociclisti che per i ciclisti. 46 tornanti mettono a dura prova chiunque, ma per chi ha una moto è il massimo della libidine. Oddio, qualche riserva va a chi per moto ne ha una come la Nilo-moto in quanto nei tornanti stretti si trova quasi a fare manovra. Divorati tutti i tornanti, si ritrovano all'apice del passo per fare le foto di rito e godere del panorama. Beh...il panorama non è dei migliori ma vedere tutta quella strada che, come il tratto di una matita di un bimbo che colora, sale la valle, è veramente unica. Sul passo la confusione è parecchia e la fame pure così dopo varie indecisioni il gruppetto decide di scendere dal versante svizzero per rifocillarsi. Così hanno anche l'occasione di passare in Svizzera. Bella eh!...ma basta entrare in un ristorante per rimpiangere l'Italia che si trova a 2 km più in là. 2 euro anche per.... fare “plin plin”. Una trentina di km ed ecco la dogana. E dopo il controllo dei doganieri del contenuto nel bauletto di Gabriele, rientrano in Italia. Era previsto il passo ed il lago Resia ma per motivi ancora non molto chiari sono saltati. Comunque per recuperare la delusione Svizzera, la meta sarà la Forst. Si, la birra. Dopo aver attraversato la Val Venosta, sorpassato colonne di auto capitanate da trattori carichi di mele, e tolti i dubbi a chi pensava che non era possibile che tutte queste mele arrivassero dal Trentino, giungono a Forst, (foresta) cittadina celebre soprattutto per la produzione della famosa birra, ed è proprio allo stabilimento che si fermano per rifocillarsi di quello che non hanno mangiato in Svizzera, e bere, ovviamente, un birra ad un stand all'aperto; nella fabbrica infatti si può mangiare, gustare la birra ed, a richiesta, visitare la zona produzione. Quarto giorno, giretto...Passaggio da Cortina, passo Giao con relativo “Bombardino”, lago di Alleghe con pranzo e poi lago Fedaia, sotto il ghiacciaio della Marmolada. Finito? No! Giù fino a Canazei e poi su in “piega” verso il Pordoi, passaggio ad Arabba ed altro “Bombardino” a Corvara. Poco? Infine quinto giorno. Il rientro. Ormai la tradizione va rispettata per cui la tappa del Lago di Garda con relativo pranzo e pediluvio sul lago viene eseguita come da copione. Sono le 20 quando i 6 motociclisti vengono accolti alla Piazzola dai rintocchi della campana del torrione dell'orologio. Termina in questo modo la sempre più bella avventura degli “Amiki svalvolati”. Definiti così da Massimo che ha fatto anche realizzare delle magliette con i loro nomi e l'evento, e che ogni sera hanno indossato con orgoglio a cena. Alla prossima! Gabriele Pioli |



