Home Angolo del "Nero" 21 maggio 2011 : L’altare di una squadra.
21 maggio 2011 : L’altare di una squadra. PDF Stampa E-mail
Scritto da luca   
Giovedì 26 Maggio 2011 11:45

                                          21  maggio 2011 : L’altare di una squadra.                                       

 

 

Si vince. Nella vita, nel lavoro , nei problemi giornalieri…

Ma qualche volta  si puo’ sbagliare qualcosina; e bisogna accettare di   perdere; 

Magari  con classe, come nelle cose della vita;

Come e quando si vinca o si perda non e’ dato di saperlo ; il perche’ e  il significato e’  affidato al destino o forse a noi nemmeno quello e’ dato di saperlo ;

L’importante quando si perde  e’ farlo con stile e con classe che non e’ solo quella sportiva.

 

La classe dimostrata in campo con la tecnica e la tattica ma non basta non solo quella..

La classe Dimostrata sugli spalti….

Dimostrata da chi ti applaude dopo che hai perso..

Da chi esce con la lingua di fuori ..

Da chi entra con il coltello tra i denti

Da chi tiene in piedi due generazioni di giocatori…

Da chi con umiltà arriva al Nardini… ma senza paura di sfigurare nello stadio dei professionisti..o presunti tali..

Da chi e’ in piedi dal primo minuto e consuma il bordo campo

Da chi e’ a sedere dal primo minuto e consuma il sedile

Da chi e’ in tribuna invece che a giocare

 

Molte volte si pensa che vincere significhi solo  battere gli avversari, ma vincere è anche superare i propri limiti. Questa, anzi, è la prima vittoria che si deve cercare di ottenere.
Vincere è anche superare delle difficoltà. E questo vale sia nella vita che nello sport. E poi dopo semmai c'è la vittoria sugli avversari.

Si puo’  vincere dunque osando il giusto,   tra il cuore e la ragione;  tirandosi  con logica, poche volte   e quando serve al di là di ostacoli apparentemente impossibili; tutti insieme; si può vincere anche se perdi di un gol come avvenuto questa volta.

 

Serve imparare a vincere, nel senso che bisogna fare le cose bene, sacrificarsi, essere efficienti, dare importanza alle cose decisive e anche a quelle meno decisive, quando la posta in gioco è alta.

 Sfruttare gli episodi.

 

 Ma serve anche imparare a perdere. Chi fa sport sa che non si può vincere sempre. L'eccezione è vincere sempre, la norma è un'alternanza tra vittorie e sconfitte.

 

Perchè si e’ persa quella olimpiade  , si  cade quando si e’in testa , ci si fa male  prima del match decisivo , si sbaglia quello che doveva essere semplice: oppure si sbaglia due rigori ma si vince lo stesso; quale strano disegno vi e’ dietro, quale errore abbiamo mai commesso ?. Il filosofo e l’uomo di chiesa  avrebbero sicuramente una risposta pronta. Io no ce l’ho .

So’ che  al Castelnuovo non c’era un squadra ….c’era di piu’ … un paese di cui essere orgogliosi…un pubbblico ..dei giocatori ..dei dirigenti… gente che no tornava da anni allo stadio….,

 

Allora Orgogliosi di una  squadra che ha perso?

Certo. Anzi forse soprattutto per quello.

 Perchè ha saputo perdere ha saputo per larghi tratti dominare, annichilire spaventare l’avversario, perche’ ha saputo vincere anche sugli spalti, cadere, rialzarsi ,commettere  errori correggersi.

Nessuno deve dire  è colpa dell'arbitro, siamo stati  sfortunati,  è colpa di un giocatore, dell'allenatore, di quel dirigente.

 

Si deve dire : l'avversario è stato più forte di noi, punto e basta. Stavolta, solo stavolta e per poco.. stavolta.  

 

Siamo stati li’ ...vicini….vicini alla vittoria…..con la profonda convinzione ora  che in futuro il tempo  inesorabile ritorni quello che a volte ci  toglie.   Ci siamo stati questo 21 maggio.

Grandi e Orgogliosi : e Forse le maglie Rosse stampate con quel simbolo nel prepartita non erano un caso…

 

Il leone … Fortis et Fidelis.

Sconfitti ma vincitori senza scuse ne lamentele :  Perche’ la classe e l’orgoglio non ammettono scuse; quelle le lasciamo agli altri.

 

Il nero

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Maggio 2011 11:48