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Consigli di lettura: una giornata nell'antica Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Monica Martini   
Venerdì 26 Dicembre 2008 20:20

 

 

E' all'alba di un giorno qualsiasi del lontano 115 d.C. che inizia la “giornata nell'antica Roma” descritta da Alberto Angela nell'omonimo libro: Roma è retta dall'imperatore Traiano e governa serena il più grande impero del mondo antico.

La nostra giornata si apre in una casa di ricchi patrizi: esplorandola si scoprono le stanze, gli affreschi, gli arredamenti ed i rituali del risveglio, delle offerte quotidiane presso il Larario (il piccolo tempio dedicato ai Lari, le divinità protettrici della famiglia), della vestizione e del trucco.

Poco dopo le otto del mattino, ci spostiamo nelle strade della “Città Eterna” per scoprire che la Roma imperiale è una città cosmopolita che conta più di un milione di abitanti provenienti da ogni angolo del mondo allora conosciuto, visto che all'epoca “l'Impero Romano si estendeva dalla Scozia fino ai margini dell'Iran e dal Sahara fino al Mare del Nord e riuniva popolazioni diversissime, anche fisicamente: dai biondi del Nord europa alle etnie mediorientali, da quelle asiatiche a quelle nordafricane”. Percorrendo le strade in cui la folla si accalca attorno alle botteghe dei barbieri, degli speziali, degli antiquari, ci addentriamo all'interno di “un'insula”, un condominio dell'antica Roma. A piano terra di questi antichi condomini si trovano le botteghe di artigiani e commercianti; al primo piano ci sono gli appartamenti delle famiglie agiate, mentre, salendo per le strette scale che portano ai piani superiori, veniamo in contatto con le persone più povere che vivono ammassate in spazi freddi ed angusti.

Proseguendo la nostra passeggiata per le vie di Roma scopriamo le scuole, il mercato del bestiame (Foro Boario) e quello degli schiavi; possiamo ammirare lo splendore dei Fori Imperiali e, dopo un pranzo frugale in una “popina” (il bar dell'antica Roma), andiamo alla scoperta delle grandi Terme di Traiano.

Nel pomeriggio entriamo nel Colosseo per assistere ad un combattimento tra gladiatori e per scoprire che i “giochi” hanno avuto inizio già prima di mezzogiorno: il primo spettacolo è quello delle “venationes” (letteralmente le cacce) con combattimenti tra uomini e fiere e successivamente con le esecuzioni pubbliche di criminali.

Al termine degli spettacoli scopriamo che per i Romani l'ora di cena arriva molto presto: sono le 16,00  e siamo pronti ad uscire per prendere parte ad un banchetto. I ricchi romani organizzano banchetti che possono durare anche sei-otto ore; è un modo per farsi conoscere, stringere alleanze politiche o parlare d'affari. Più che di cene si tratta di veri e propri “salotti” allietati da musiche balli e da alcune prelibatezze  quali ostriche, arrosti di fenicottero e vino a volontà.  Dopo il banchetto la nostra giornata volge al termine e con essa anche il racconto nel quale Alberto Angela, con la perizia e la competenza del grande divulgatore, riesce ad mescolare storia, aneddoti, archeologia e curiosità trasportando il lettore alla scoperta di una città, intessuta di un fascino senza tempo, il cui ricordo rimarrà a lungo nella vostra memoria. 

 Buona lettura!

Monica Martini

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Dicembre 2008 00:17