| I Dè Nobili di Castiglione |
|
|
|
| Scritto da Samuele Cecchi |
| Martedì 01 Agosto 2006 01:00 |
|
I DE’ NOBILI DI CASTIGLIONE Il De Stefani, ci dimostra che la famiglia Dé Nobili, verso la metà del 1200, da Villa Collemandina si trasferisce a Castiglione. Conmundo ed altri membri di questa nobile casata dei figli di Guido di Villa, con un atto stipulato nell’anno 1266, stringevano atti di alleanza con Castiglione, facendosi sudditi di questo paese. Castiglione, in cambio della loro sudditanza, concedeva ad uno di loro, a scelta del Comune, l’onore di portare il gonfalone e assegnava loro in feudo quella parte di foresta detta le Morine appartenente al comune stesso. Jacopo figlio di Bertolino De’ Nobili, abitava alla Verrucosa ma venne ad abitare in Castiglione dove aveva un palazzo e vari possedimenti. Risulta che avesse almeno tre figli, Cesare, Leonello e Benedetto. Cesare De’ Nobili, benché abitasse a Castiglione era iscritto alla cittadinanza lucchese, era Cavaliere di quella Repubblica ed era stato nominato da Papa Pio II suo Scudiero e Governatore di Rieti e Terni. Cesare sposò Catarina Calandrini, figlia di seconde nozze di Andreola, madre di Papa Niccolò V. Leonello, fratello di Cesare, seppe trarre vantaggio da tali situazioni e sfruttando i vincoli di parentela con il pontefice si fece eleggere Abate di Frassinoro e Rettore e Commendatario dell’Ospedale e dell’Ospizio di San Pellegrino. Leonello, benché non abitasse a San Pellegrino, non tralasciava di occuparsi di molti interessi del posto. Giovandosi dell’aiuto del Pontefice, chiese l’autorizzazione e affrontò le gravi situazioni che si presentarono, sia per San Pellegrino che per Frassinoro, procedendo al riordino patrimoniale dei beni di questi luoghi. Si deve a Leonello sia l’ampliamento della chiesa di San Pellegrino che la fornitura degli arredi sacri compresa l’urna di legno di cipresso, oggi sostituita. Benedetto, l’altro fratello De’ Nobili era laico e si stabilì a Lucca dove ricoprì alte cariche per quella Repubblica. Nel 1461, il Papa, emanò un documento che avrà notevole importanza e si ripercuoterà a lungo nella storia di San Pellegrino. Esso ricorda la devozione dei tre fratelli verso la chiesa, in particolare l’opera svolta da Leonello sia per l’Ospizio dei poveri che per la chiesa di San Pellegrino. Migliorò sia i redditi che le strutture, case e edifici vennero ricostruiti fin quasi dalle fondamenta. “ Poiché “,- aggiunge il Papa -, “ per la loro particolare devozione, verso di loro e desiderando di conservarli nel sempre miglio modo, chiedono per se e propri discendenti, il diritto di patronato e ciò da parte delle autorità apostolica si dia il consenso alla loro richiesta “. Di tale concessione e dei privilegi che ne conseguì, ne useranno più a loro vantaggio che a quello dell’Ospizio. Ma se notiamo bene, il grande Leonello da Castiglione, Abate di Frassinoro, Rettore di San Pellegrino e Prevosto di San Giorgio di Lucca, fu una creatura degli Estensi, (rimediava alla bella meglio alle loro malefatte) e della Commenda della Santa Sede (conservando in perpetuo i beni di San Pellegrino per se e per la sua famiglia). San Pellegrino manteneva un prete con il titolo di cappellano per il servizio dell’Ospedale e l’annesso Ospizio. Il podestà di Montefiorino, il I° di agosto di ogni anno, si portava a San Pellegrino con soldati e militi, andava ad incontrare il cappellano nella Piazza e gli consegnava le chiavi della chiesa, che, alla presenza di molto popolo, veniva aperta dal Podestà. Con tale cerimonia si dava inizio alla sagra ed alla fiera che durava tutto il mese di agosto, vigilati da un buon numero della guardia e dei soldati estensi, a tutela del buon andamento della fiera stessa. In conclusione, i Nobili nonostante avessero in Castiglione un palazzo ove per parte dell’anno dimoravano, nonostante avessero qui molti beni ed alti incarichi, furono chiamati i Nobili di Dallo e poi Nobili di Lucca I numerosi beni dell’Ospizio e della Chiesa di San Pellegrino, che i Nobili avrebbero dovuto solamente amministrare, finirono a poco a poco nei loro personali patrimoni e vennero dispersi quasi completamente. |



